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La differenza tra software libero e open source è squisitamente filosofica e concettuale. Mentre il primo è tale perché punta a tuterlare ogni libertà dell'utente (quindi concettualmente più articolata), il secondo è riferito ad aspetti esclusivamente pratici e utilizzato per i software cui viene reso disponibile il codice sorgente senza imporre vincoli come quello della clausola virale. Il termine open source è anche utilizzato per definire una metodologia di sviluppo e un sistema per la gestione del ciclo vitale di un software. Questo sistema è identicamente valido per il software libero ma per nominarlo viene convenzionalmente utilizzato il termine open source che evidenzia quindi i suoi aspetti pratici.

Il termine software compare per la prima volta durante la seconda guerra mondiale, quando gli analisti criptografi guidati da Turing lo utilizzarono per denominare le pagine solubili in acqua utilizzate dalla macchina Enigma per essere facilmente distrutte.

Questo veniva usato in contrasto al termine hardware, che era riferito ai rotori ed alla struttura meccanica della stessa macchina.

In senso moderno se ne parla dal 1957, quando John W. Tukey lo riferì alle istruzioni per elaboratori.

Le origini di quello che solo da pochi anni viene chiamato "Free software" risalgono agli albori dell'informatica, o meglio ai tempi nei quali per la prima volta fu possibile ed aveva una sua utilità condividere il codice tra persone senza che esistesse alcun legame contrattuale tra di loro. A partire dagli anni '50 e soprattutto negli anni '60 è stato possibile riusare lo stesso codice e distribuirlo sui supporti allora disponibili, nastri e schede perforate. Questo fenomeno diventò evidente soprattutto quando si affermò il vantaggio di usare una stessa porzione di codice, il ché presupponeva di avere macchine uguali e problemi simili.

Il termine "computer" deriva dal verbo latino computare, che significa “fare di conto”.
John Vincent AtanasoffFu coniato nel 1937 dal fisico statunitense di origine bulgara John Vincent Atanasoff, convenzionalmente riconosciuto come il "padre" del computer per aver sviluppato il primo calcolatore elettronico digitale a base binaria.

Anche se ci sono prove di strumenti di calcolo risalenti a 21 secoli fa, la moderna computazione trova la sua nascita nel 1642, anno nel quale il filosofo francese Blaise Pascal costruì la prima calcolatrice meccanica che eseguiva le quattro operazioni elementari con riporto su ben otto cifre, la celebre Pascalina.