Questo è il testo più utilizzato in internet e in tipografia.
Di fatto è un insieme di parole.
Questa è una frase "pseudocasuale", derivante dalle sezioni 1.10.32 e 1.10.33 di un'opera di Cicerone del 45 a.C. (piu di 2000 anni): il De finibus bonorum et malorum ("I limiti del bene e del male").
Un insieme comunque casuale non è traducibile. Ossia non c'è una traduzione sensata, avendo una storia e un significato tratti dal caso, e non è quindi possibile assegnare un senso ad ogni eventuale traduzione. In pratica non significa niente! Proprio per questo ve ne sono varie versioni.
Semmai può valere la traduzione del testo originario. Le parole "lorem ipsum " e poi "dolor sit amet" (ed altre) sono tratte (estrapolate) dalla prima delle due sezioni del testo di Cicerone (1,10,32) che riportiamo:
"..., qui ratione voluptatem sequi nesciunt, neque porro quisquam est, qui dolorem ipsum, quia dolor sit, amet, consectetur, adipisci velit, sedeius modi tempora incidunt, ut labore et dolore magnam aliquam quaerat voluptatem. Ut enim ad minima veniam, quis nostrum exercitationem ullam corporis suscipit laboriosam, nisi ut aliquid ex ea commodi consequatur? Quis autem vel eum iure reprehenderit,in ea voluptate velit esse, quam nihil molestiae consequatur, vel illum, qui dolorem eum fugiat, quo voluptas nulla pariatur? [33] At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus, qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti, quos dolores et quas molestias excepturi sint, obcaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa, qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. Et harum quidem rerum facilis est et expedita distinctio. quia non numquam qui "
Tutto questo viene scoperto negli anni '60 dal latinista Richard McClintock, professore in una università della Virginia. Il professore scopre che il "pezzo" è usato da circa di 4 secoli come modello di base per layout di stampa (il procedimento che mira ad assemblare testo e immagini al fine di realizzare un prodotto editoriale).
Oggi è lo standard comunemente utilizzato per le prove dimostrative (demo o testo riempitivo) di tipografie, database e siti web. Probabilmente molti della seconda generazione di stampatori e tipografi nati con l'ampia diffusione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg (invenzione del 1454) utilizzava questo contenuto dimostrativo senza conoscerne l'origine e il significato.
Da Revolweb ci siamo accorti di un discreto numero di ricerche web con le query "lorem ipsum dolor" (dall'Italia) e "lorem ipsum traduzione" speriamo che questo post possa fare chiarezza. Revolweb ringrazia Wikipedia per il fondamentale apporto nella redazione di questo post.


















